Sezione storica

Lo storico edificio di Corso Vittorio Emanuele II 68, a Torino, è situato tra la Stazione di Porta Nuova e il Corso Re Umberto. Fu costruito a partire dal 1856 su disegno dell’ingegnere e architetto Pietro Spurgazzi* (Torino 1815 – 1889), che progettò l’opera per sé medesimo in quanto era, a quel tempo, il proprietario del lotto. Il progetto di Spurgazzi si inserisce nel piano di riqualificazione urbanistica dell’epoca, coordinato dall’arch.Carlo Promis, per lo sviluppo dell’antico “Viale del Re” che andava dal Po fino alla Porta Nuova (oggi corso Vittorio Emanuele II), nell’ambito del “Piano d’Ingrandimento della Capitale” definito a metà Ottocento durante il regno di Carlo Felice di Savoia.

FACCIATA PRINCIPALE

Carlo Promis ricopriva, in quel tempo, la cattedra di Architettura Civile presso la scuola di applicazione degli Ingegneri di Torino, su nomina diretta di Carlo Alberto, e viene riferito come “ autore del Piano Generale d’Ingrandimento”. Il nuovo piano urbanistico era basato sull’idea del rigore formale, secondo una visione unificante, con l’idea di ricucire la città vecchia alla nuova espansione, con nuovi assi rettori paralleli alberati, edifici a corte e tipologia ad isolato. L’edificio ripete quindi, con variazioni sul tema, la modularità voluta per l’espansione di Torino, con palazzi a corte, porticati, progettati con uniformità stilistica, per dare al viale un disegno simmetrico e rigorosamente coerente. (Cfr: Comoli Mandracci, Vera, Torino, Laterza, Roma, Bari, 1983).
Il palazzo è un edificio inserito in un lotto quadrato, disposto attorno a una corte di pertinenza, con cinque piani fuori terra e sottotetti, due piani interrati e caratterizzato da portici sulla facciata principale rivolta verso il Corso.

PIANTA PALAZZO VILLA

I caratteri stilistici che lo definiscono sono di tipo neoclassico, con alcune varianti dovute a ristrutturazioni novecentesche (1932) ad opera dell’ingegnere e decoratore d’interni Giacomo Salvadori Wisenhoff di tipo eclettico e liberty (come l’androne e le sue rifiniture, una vetrata di chiusura di un ampliamento al piano nobile, sul lato nord della corte, alcune modifiche interne e progetti di arredamento). Ad oggi l’immobile s’inserisce in un tessuto di edifici costruiti secondo l’antico disegno urbanistico del Piano d’Ingrandimento di Torino.

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Oggi questa zona di Torino rappresenta il “centro” storico ottocentesco. Verso nord si trovano la parte più antica della città (romana e medievale), a est la stazione di Porta Nuova (su progetto degli architetti Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi ) e la Via Roma con i giardini di Piazza Carlo Felice, più a sud la zona della Crocetta, mentre ad ovest la prosecuzione del corso fino al monumento a Vittorio Emanuele II di Savoia.

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